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Seduta consiliare del 15 febbraio 2010
INTERVENTO AI SENSI DELL’ART. 21
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 15 FEBBRAIO 2010
Presiede Manfredi Palmeri – Presidente del Consiglio
Partecipa il Segretario Generale Giuseppe Mele
omissis
Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Zajczyk.
Il consigliere Zajczyk così interviene:
“Anch’io toccherò la questione drammatica che si è verificata venerdì a Milano, e di cui si è già parlato negli altri interventi. Devo confessare che, ingenuamente, dopo più di tre anni che frequento quest’Aula, mi aspettavo una presa di posizione della Giunta, del Sindaco, di qualcuno, comunque, che venisse a riferire sui fatti di Via Padova. Questo, effettivamente dà un segno di assenza, dà un segno di totale mancanza, dà un senso di non volontà di volersi assumere delle responsabilità.
E’ vero che oggi le Città, gli agglomerati urbani cambiano molto velocemente sotto i nostri occhi e Milano, sicuramente, non è esente da questo stesso tipo di cambiamento, ma è anche vero che del fenomeno migratorio, e degli effetti anche perversi che questo fenomeno può comportare nella vita quotidiana delle persone, dei cittadini, oramai si comincia a parlare da tempo, da troppo tempo. Ci sono analisi, studi, riflessioni, parole sia scientifiche che del mondo che agisce su questi territori, che hanno messo il dito, con allarme, sui pericoli un fenomeno non governato che avrebbe potuto, potrebbe e potrà investire la Città. Questo è quello che sta assolutamente e drammaticamente avvenendo, in un quadro di totale assenza delle politiche, della politica abitativa, prima di tutto.
Quante volte, anche in quest’Aula, si è parlato dei pericoli che comportava un’assenza totale di politica abitativa di Edilizia Sociale, o anche tesa a tentare progetti concreti di mix sociale. Brandirali stesso se ne è occupato in alcune Commissioni. Ci sono esperienze pratiche in altre Città europee, certamente molto problematiche, anche e spesso non di successo, ma che possono aiutare comunque a dare delle informazioni e delle indicazioni su come agire, ma bisogna agire. Il problema drammatico è l’assenza totale, in un quadro totalmente schizofrenico, perché quando noi sentiamo dai nostri colleghi della Maggioranza che prendono le distanze da una stessa politica o, meglio, “non politica”, “non agire” a cui assistiamo da quindici – vent’anni in questa Città, possiamo parlare solo di schizofrenia. Ma è una schizofrenia che purtroppo ci investe, ci investirà e che rischia davvero di rendere questa Città un bubbone tremendo. Un paio di anni fa, si diceva che Milano non correva il rischio di trovarsi in situazioni tipo le banlieu parigine “a condizione che”. Ecco, il problema è che questo “a condizione che” dipende da che direzione potrà prendere”.
omissis
Convegno svolto a Palazzo Reale, Milano - 2 Dicembre ore 16:00
Verbale:
PIERFRANCESCO MAJORINO (Capogruppo PD Consiglio Comunale)
In quest’occasione di riflessione pubblica, ci proponiamo di lavorare attorno al tema della città.
Il convegno nasce dalla necessità di capire come far sì che la straordinaria ricchezza della città non rimanga nascosta: perché il suo capitale sociale e creativo possa essere riconosciuto dalla città in tutte le sue occasioni. Milano è una città base di attraversamenti di capitale creativo straordinario, è sede di imprese legate all’industria della cultura e della conoscenza. Ma tutto ciò fatica a diventare un sistema.
Noi riteniamo indispensabile, per svolgere un’adeguata funzione di governo ragionare su questo patrimonio, su come questo possa condizionare l’azione pubblica.
Leggevo il dibattito sulla nuova sede RAI progettata nel nuovo sito Expo. È la rappresentazione di una dicotomia: ciò che c’è in città, da una parte, e quello che arriva all’attenzione dell’azione pubblica. Il dibattito, oggi, è quello che si sarebbe potuto fare trent’anni fa, se ne parla troppo, ma la RAI non è l’unica cosa che c’è a Milano. C’è un indotto fatto di soggetti imprenditoriali, autori poco riconosciuti, piccole imprese della creatività di cui la pubblica amministrazione deve occuparsi. Costruire un grande distretto della creatività e dell’impresa creativa.
Ci si stupisce della scarsa mobilità nel periodo del Salone de mobile, ci si lamenta del traffico.
Si tratta di un ritardo culturale su quello che si può fare: la città deve essere più orgogliosa ed accogliente verso l’impresa creativa.
Per quanto riguarda il rapporto di Milano con il mondo. Se ne parla solamente per questioni legate alla sicurezza, alla paura, alla presenza di immigrati, senza riconoscere l’internazionalizzazione della città come una grande necessità per salvaguardarne il futuro.
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