Archivio della categoria "Società"

lunedì, 23 novembre 2009 | Autore: Francesca Zajczyk

sgomberoConvenzione sui Diritti dell’Infanzia

Approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con legge del 27 maggio 1991

 Principio di non discriminazione

Il principio, sancito all’art. 2, impegna gli Stati parti ad assicurare i diritti ivi sanciti a tutti i minori, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori.

 Il principio di superiore interesse del bambino

Il principio, sancito dall’art. 3, prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l’interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente.

 

Continua a leggere…

Categorie: Società  | Lascia un Commento
sabato, 7 febbraio 2009 | Autore: Francesca Zajczyk

E’ stato approvato oggi pomeriggio il decreto governativo che blocca l’iter della sospensione dell’alimentazione forzata a Eluana, iter avviato sulla base di una sentenza definitiva della Magistratura competente
Contro il parere del Quirinale, contro ogni logica e umanità, in una lotta insensata contro il tempo, il governo procede sulla sua strada approvando all’unanimità un decreto d’urgenza per vietare la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana.
La violenza che questo governo sta esercitando sulle spalle della famiglia Englaro e su chi, in osservanza di un iter giudiziario completo ed approfondito, ha deciso di stare dalla parte della legge è inaudita.
Il rispetto per una vicenda così dolorosa ci ha fatto preferire sinora il silenzio – che una simile situazione imponeva. Credo che non si possa più tacere.

Categorie: Società  | Lascia un Commento
sabato, 7 giugno 2008 | Autore: Francesca Zajczyk

Ma è un sogno – un brutto sogno – quello che sta succedendo oggi sotto i nostri occhi? E’ possibile che in Italia, a Roma, a Milano succedano cose impensabili fino a pochissimo tempo fa senza che nessuno alzi una voce, quantomeno esprima “forte preoccupazione”? Qualche lamento gira sulla rete; ma sono lamenti che non riescono a trasformarsi in “voce pubblica”.

I fatti: Intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura di Polizia) questa mattina, 6 giugno all’alba delle 5.00 presso il campo comunale di via Impastato a Milano.

Si tratta di un campo regolare, i cui abitanti – in Italia e a Milano dal 1943 provenienti dalla Slovenia – risultano all’anagrafe del Comune in quanto residenti a Milano. Quindi, si tratta di CITTADINI ITALIANI; non solo: tra i cittadini italiani del campo c’è anche chi ha patito la persecuzione nazifascista con l’internamento in campo concentrazione e chi ha meritato la medaglia d’oro al valore civile.

Tralasciando di commentare il metodo: alle 500 del mattino, cogliendo nel sonno bambini, anziani, come pericolosi criminali di cui si deve impedire la fuga, ciò che più inquieta è che queste persone (e sottolineo il termine) vengono schedati in quanto appartenenti ad un gruppo etnico.

Qualche sera fa Massimo Cacciari – a proposito della vicenda per certi versi analoga che si sta verificando a Venezia nei confronti di un gruppo di cittadini italiani sinti residenti nel nostro paese da più di dieci anni – richiamava l’attenzione con grande preoccupazione su quanto possa essere pericolosa questa strada che richiama fatti (e nessuno-nessuno può negare fatti di storia) accaduti purtroppo non molti decenni orsono.

“RICORDARE PER NON DIMENTICARE” scrive Giorgio Bezzecchi

Sono passati sessant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista “La difesa della razza”di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di “internamento degli zingari italiani”in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41)

Per non dimenticare, ma anche per sapere che, legittimando queste procedure diventa difficile prevederne il processo:

Tutto in nome della sicurezza. Il tema della sicurezza oggi “impone” la paura di schierarsi e quindi il silenzio. Ma in nome della sicurezza non si possono ledere i diritti dei cittadini, di cittadini italiani regolarmente iscritti all’anagrafe della nostra città, che lavorano e mandano i bambini a scuola, come altri cittadini italiani (anche se non tutti….ricordate la questione della dispersione scolastica?), ma con il grave peccato originale di essere etnicamente diversi.

Brividi….Dobbiamo avere il coraggio di rifiutare questo opportunismo del discorso pubblico, dobbiamo contribuire a far conoscere una realtà assolutamente sconosciuta relativa ad una popolazione di 130-150000 mila persone, di cui circa il 50% ha la cittadianza italiana con una quota ampiamente sotto il 10% che pratica ancora qualche forma di nomadismo.

Come si fa a parlare di bullismo, di educazione dei piccoli e dei giovani alla convivenza, alla solidarietà? Apriamo gli occhi e la bocca

Categorie: Società  | Lascia un Commento