Archivio della categoria "Donne"

sabato, 14 novembre 2009 | Autore: Francesca Zajczyk

Chi ha letto su La Stampa di ieri (giovedì 12 novembre) il reportage sugli “spacciatori d’aborto” nelle viscere di Milano, deve aver riletto due volte il nome della città pensando di essersi sbagliato. Eppure, come si scopre dall’inchiesta che porta alla luce uno scenario terribile, a Milano, e non in qualche lontana bidonville, nelle stazioni delle metropolitane si vendono pillole antiulcera (Cytotec) per provocare aborti clandestini, soprattutto tra le straniere, ma non soltanto tra loro. “La notizia riportata dalla Stampa evidenzia i nervi scoperti delle politiche per una  maternità libera e consapevole portate avanti in questa Regione – commentano la consigliera regionale del Pd Ardemia Oriani la consigliera del Pd Comune di Milano Francesca Zajckyk - ,

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martedì, 10 novembre 2009 | Autore: Francesca Zajczyk

Qualunque sia la nazionalità della donna, italiana o straniera; chiunque sia il suo violentatore, italiano o straniero per noi non cambia: stiamo sempre parlando di violenza alle donne.

All’interno di una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale nel settembre del 2006 era stata avanzata, tra le altre, questa proposta:

Stipulare una convenzione con i gestori di telefonia mobile per la messa a punto di una modalità di chiamata di emergenza rapida, premendo un solo tasto, che consenta la tempestiva localizzazione della richiesta di aiuto e quindi un intervento immediato.

Cosa è stato fatto in proposito?

Ancora una proposta concreta: un pulsante ai semafori, alle fermate dei mezzi, nelle stazioni metropolitane, direttamente collegate con le forze dell’ordine.

A quanta indignazione, rabbia, dolore dobbiamo ancora assistere?

venerdì, 26 giugno 2009 | Autore: Francesca Zajczyk

imagesQuesto è un invito a ricordare Monica, una delle tante, tantissime, donne vittima dell’incessante “femminicidio” quotidiano, uccise per mano maschile, la mano conosciuta e
italica del suo ex-marito, che dalle minacce è passato alle vie di fatto.

Monica Marra, 33 anni, è stata accoltellata ieri mattina davanti all’asilo nido di suo figlio a Milano. Se il suo omicidio ha avuto un minimo di visibilità, è solo perché è stato particolarmente odioso: in una zona protetta, davanti agli occhi del figlio e di tanti altri, anche bambini. Se fosse avvenuto nell’intimità domestica, sarebbe stato un rigo in cronaca.

A nulla le sono servite le denunce (l’ultima solo pochi giorni fa), a nulla la legge sullo stalking, né il verbale che ha riportato a casa, a nulla la lunga lista di chi l’ha preceduta nella cronaca.
Cosa le sarebbe servito? Le sarebbe servito che alle leggi esistenti facessero seguito delle risposte concrete, cautelative, proporzionate alla sua richiesta d’aiuto.
Ma quali sono, invece, le risposte: mancano le risorse, le denunce sono troppe e se si dovesse dare seguito a tutti i falsi allarmi…
Certo, le risorse sono sempre poche, si sa.

Forse per trovare le risorse, sarebbe bastato vivere in una realtà che non legittimi una cultura familista, assente e ipocrita.
Sarebbe stato prezioso vivere in un contesto che non si scalda solo per le ronde nelle strade, per il controllo del territorio dal nemico esterno, ma fatica a mettere a fuoco la strage della violenza casalinga, ignorata e relegata nell’ambito marginale dell’inevitabile.

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venerdì, 12 giugno 2009 | Autore: Francesca Zajczyk

Ma come è possibile che il comune di Milano che si vanta ancora di essere all’avanguardia per i suoi servizi all’infanzia abbia una lista di attesa di ben 4500 bambini! Rendetevi conto che lo scorso anno la lista d’attesa era con un zero in meno 500.
Solo l’arroganza può consentire all’assessore Moioli di dichiarare che “non accetta lezioni da nessuno”. Un numero incredibilmente così alto di bambini e famiglie che non sanno se potranno accedere ad un legittimo servizio significa solo totale incapacità di programmare la domanda, totale assenza di conoscenza della città e dei suoi bisogni. E’ ovvio che la crisi aumenta il bisogno delle famiglie e delle donne di lavorare; è ovvio ed è noto che il mercato del lavoro è sempre più imprevedibile nella sua organizzazione oraria esige una disponibilità totale … insomma le donne milanesi hanno bisogno di luoghi dove i loro bambini possono essere accuditi quotidianamente. E che dire di quelle mamme che si sono sentite dire che devono aspettare settembre per avere informazioni? Insomma mi pare che il rapporto con i cittadini sia una sorta di “usa e getta”:; come dire : se vi va bene è così, altrimenti …. arrangiatevi.
Francesa Zajczyk
David Gentili
Consiglieri comunali PD

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martedì, 19 maggio 2009 | Autore: Francesca Zajczyk
linusMilano ha appena firmato la Carta europea per l’utilizzo della bicicletta:“Velo-City 2009”, nella quale si auspica tra l’altro di portare le città che hanno aderito all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto abituale dall’attuale 5% al 15% entro il 2020. E allora facciamo qualcosa fin d’ora qui a Milano:
AMPLIAMO SUBITO LA POSSIBILITA’ DI UTILIZZO DEL BIKE SHARING.
Le donne sono le maggiori utilizzatrici della bicicletta in citta’; anche quelle che, nella giornata, si muovono molto per le tante attività divise tra figli, famiglia, lavoro.
Aiutiamo le donne a poter usare il bikesharing insieme ai loro bambini dotando le biciclette di seggiolini. Insomma, usiamo anche la fantasia per migliorare la città e promuovere la sostenibilità
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