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Archivio della categoria "Consiglio comunale"

martedì, 26 gennaio 2010 | Autore: Francesca Zajczyk

Convegno svolto a Palazzo Reale, Milano -  2 Dicembre ore 16:00

Verbale:

PIERFRANCESCO MAJORINO (Capogruppo PD Consiglio Comunale)

In quest’occasione di riflessione pubblica, ci proponiamo di lavorare attorno al tema della città.

Il convegno nasce dalla necessità di capire come far sì che la straordinaria ricchezza della città non rimanga nascosta: perché il suo capitale sociale e creativo possa essere riconosciuto dalla città in tutte le sue occasioni. Milano è una città base di attraversamenti di capitale creativo straordinario, è sede di imprese legate all’industria della cultura e della conoscenza. Ma tutto ciò fatica a diventare un sistema.

Noi riteniamo indispensabile, per svolgere un’adeguata funzione di governo ragionare su questo patrimonio, su come questo possa condizionare l’azione pubblica.

Leggevo il dibattito sulla nuova sede RAI progettata nel nuovo sito Expo. È la rappresentazione di una dicotomia: ciò che c’è in città, da una parte, e quello che arriva all’attenzione dell’azione pubblica. Il dibattito, oggi, è quello che si sarebbe potuto fare trent’anni fa, se ne parla troppo, ma la RAI non è l’unica cosa che c’è a Milano. C’è un indotto fatto di soggetti imprenditoriali, autori poco riconosciuti, piccole imprese della creatività di cui la pubblica amministrazione deve occuparsi. Costruire un grande distretto della creatività e dell’impresa creativa.

Ci si stupisce della scarsa mobilità nel periodo del Salone de mobile, ci si lamenta del traffico.

Si tratta di un ritardo culturale su quello che si può fare: la città deve essere più orgogliosa ed accogliente verso l’impresa creativa.

Per quanto riguarda il rapporto di Milano con il mondo. Se ne parla solamente per questioni legate alla sicurezza, alla paura, alla presenza di immigrati, senza riconoscere l’internazionalizzazione della città come una grande necessità per salvaguardarne il futuro.

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martedì, 10 novembre 2009 | Autore: Francesca Zajczyk

Qualunque sia la nazionalità della donna, italiana o straniera; chiunque sia il suo violentatore, italiano o straniero per noi non cambia: stiamo sempre parlando di violenza alle donne.

All’interno di una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale nel settembre del 2006 era stata avanzata, tra le altre, questa proposta:

Stipulare una convenzione con i gestori di telefonia mobile per la messa a punto di una modalità di chiamata di emergenza rapida, premendo un solo tasto, che consenta la tempestiva localizzazione della richiesta di aiuto e quindi un intervento immediato.

Cosa è stato fatto in proposito?

Ancora una proposta concreta: un pulsante ai semafori, alle fermate dei mezzi, nelle stazioni metropolitane, direttamente collegate con le forze dell’ordine.

A quanta indignazione, rabbia, dolore dobbiamo ancora assistere?

mercoledì, 25 febbraio 2009 | Autore: Francesca Zajczyk

Questo è ciò che ci è stato comunicato nella giornata odierna durante l’Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale.
La situazione, gravissima, riguarda tutta la spesa corrente – acquisti vari, interventi di manutenzione, erogazione di sussidi, contributi a organizzazioni di volontariato, pagamento realizzazione di progetti, rinnovo di contratti a progetto e così via – e, nei fatti, sta paralizzando l’attività del Comune in alcuni settori strategici – servizi sociali, lavori pubblici etc.-.
In alcune Zone del Decentramento sono state compiute riduzioni dei fondi di dotazione per i sussidi integrativi al reddito e per il diritto allo studio dal 2 al 5%, fino ad un massimo del 22% (Zone 1-2-4-9); si spiega probabilmente così anche la scelta di congelare i contributi alle famiglie affidatarie e tenere bloccati i contratti dei Co.co.co. dei Musei Scientifici.
Questo è dovuto al fatto che ci sarebbero errori di previsione sia per quel che riguarda le entrate che per ciò che concerne le uscite di un’amministrazione comunale, peraltro, ancora in attesa dei soldi bloccati a Roma dal Governo Berlusconi, ma comunque appostati nelle previsioni di entrata.
Come può succedere tutto ciò dopo solo un mese e mezzo di attività ordinaria del 2009.
A ciò si aggiungono le incertezze sul futuro dell’assessorato al Bilancio – attualmente l’assessore è il Sindaco stesso, non si comprende chi debba assumersi tale responsabilità in occasione del rimpasto prossimo venturo – e, soprattutto, l’incertezza riguardante l’intervento di esternalizzazione dei servizi cimiteriali, attualmente investiti da scandali e inchieste.
Il Bilancio 2009, infatti, è stato “strutturato” immaginando minori spese derivanti dall’esternalizzazione del personale dei servizi cimiteriali e maggiori entrate derivanti dall’aumento delle tariffe per alcuni servizi.
Ad oggi, dunque, questo pasticcio contabile causato dalla incapacità politica di un centrodestra che governa tra mille conflitti sotterranei rischia, seriamente, di far pagare un prezzo altissimo ai milanesi.
Chiediamo che si convochi immediatamente una Commissione Bilancio, che il Sindaco riferisca in Aula e che soprattutto, si intervenga in due direzioni : si rivendichino i soldi fermi a Roma, con una mobilitazione unitaria della città, e si compia un’operazione-trasparenza sui conti pubblici con un nuovo Bilancio.

Gruppo Consigliare
PD

lunedì, 8 dicembre 2008 | Autore: Francesca Zajczyk
Sorprende l’interpretazione intimista del sindaco Moratti all’esplicita richiesta del cardinale Tettamanzi. Il cardinale nel suo “Discorso alla città” invita chiaramente l’amministrazione pubblica ad applicarsi perchési trovino luoghi di preghiera per coloro che professano religioni diversedalla cristiana, in particolari i musulmani. Il sindaco Moratti minimizza,raccoglie l’appello come un’esortazione a cercare i luoghi di culto primadi tutto dentro di sé. Come non fossero, questi luoghi, anche spazi di socialità e di identificazione della propria comunità.Colpisce, inoltre, che questo accada nello stesso giorno in cui il Governo si affretta a rassicurare calorosamente la Cei: i ventilati tagli ai finanziamenti pubblici alle scuole cattoliche non si faranno. E’ compito delle finanze dello Stato garantire che ci siano luoghi dove poter educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose.Ma, ci si chiede a questo punto, perché non incoraggiare anche le famiglie cattoliche a trovare questi luoghi principalmente dentro sé stesse?

Sant'Ambrogio, 2008
sabato, 26 gennaio 2008 | Autore: Francesca Zajczyk
Sto continuando il mio impegno sulla 194. Di seguito la mozione unitaria del PD che ho presentato in consiglio giovedì 25 in Consilgio Comunale


OGGETTO: Per la piena applicazione della legge 194

PREMESSO che

  • La legge 194 è legge dello Stato confermata da un referendum popolare – che ha visto una straordinaria adesione – che tiene conto in modo equilibrato dei diritti della donna e del nascituro;
  • E’una legge ancora attuale in quanto contiene direttamente la possibilità di adeguarsi ai progressi scientifici, come dimostra l’esperienza di alcuni ospedali riguardo al limite temporale per l’aborto terapeutico, il che rende nel nostro contesto decisamente strumentale l’accostamento alla campagna della moratoria sulla pena di morte

TENUTO CONTO che
  • l’articolo 1 della legge 194 recita: “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. “
  • la legge ha dato risultati significativi in termini di riduzione delle interruzioni volontaria di Gravidanza tra il 1983 e il 2005 si e registrata una diminuzione pari al 60%.
  • ci sono circostanze oggettive per le donne che ancora vi ricorrono, come: condizioni economiche, bassa scolarizzazione (il 54% è costituito da donne con titoli di studio elementare o di licenzia media,) ma è soprattutto tra le donne straniere che il fenomeno è maggiormente diffuso.
  • la politica deve intervenire per rimuovere le cause all’origine di questa dolorosa scelta

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA a

  1. potenziare la rete dei consultori cittadini e tutte le attività di prevenzione, come informazione ed educazione alla contraccezione;
  2. sostenere, anche attraverso un proprio intervento, l’assunzione di mediatrici culturali. presso tutti i consultori della città;
  3. sviluppare una campagna di informazione e formazione rivolta alle donne straniere.
  4. promuovere e rafforzare la rete di sostegno economico e sociale a favore delle donne sole con figli economicamente svantaggiate anche privilegiandole nelle graduatorie per la casa e per il Fondo Sociale affitti;
  5. sviluppare, in accordo con l’ASL, una campagna di prevenzione tra i giovani attraverso l’educazione alla sessualità, responsabile e consapevole, e la promozione dell’utilizzo dei mezzi di contraccezione, facendone anche oggetto di una specifica iniziativa nell’ambito della “settimana della salute”;
  6. concordare con la Regione e con l’ASL-Città di Milano un rinnovato impegno di rilancio dei consultori pubblici milanesi, garantendo adeguate risorse professionali e strutturali, oltre alla garanzia della presenza di mediatrici linguistiche in tutte le strutture socio-sanitarie, vista l’alta prevalenza di utenti straniere;
  7. garantire attraverso la collaborazione tra la ASL, la rete dei consultori e soggetti del terzo settore di diversa ispirazione, secondo le modalità contemplate dalla legge, informazione e interventi rivolti alla prevenzione, aiuto alle donne e sostegno alla procreazione libera e consapevole, come previsto dalla 194.