Parte la «fase due» di Pisapia. Ecopass e periferie, ecco le nuove scommesse
MILANO, 12 settembre 2011 – Il sindaco delle donne, delle tasse e del web. Giuliano Pisapia ha tagliato il traguardo dei cento giorni di governo e il conclave di venerdì ha segnato uno spartiacque: si è conclusa la fase di assestamento, nella quale cittadini e opinione pubblica sono stati sicuramente indulgenti nei confronti del nuovo sindaco (perfino più di quanto non sia accaduto con i suoi predecessori) e di assessori in parte alla prima esperienza in politica, in parte politici abituati fin qui solo al ruolo di oppositori, ben diverso da quello di amministratori. Archiviato l’avviamento, dunque, comincia la fase dei progetti che la giunta «pensante» (definizione del vicesindaco Maria Grazia Guida) sta elaborando. Con un vincolo non da poco: la difficile situazione di bilancio, peggiorata dalla crisi nazionale, mette a rischio gli investimenti e tarpa le ali di chi avrebbe voluto volare alto.
Sindaco delle donne, perché la prima novità portata dal vento nuovo di Pisapia è stata una giunta per metà femminile: volti nuovi di professioniste, mamme acrobate, rappresentanti della società civile rosa, che hanno caratterizzato la squadra di governo. E la volontà del sindaco di garantire pari dignità al mondo femminile sta proseguendo nel campo delle municipalizzate: Pisapia ha nominato alla guida dell’Amsa l’ambientalista Sonia Cantoni e ha annunciato che punterà su altre donne per alcuni dei vertici scaduti nel frattempo (tra cui Atm, Milano Ristorazione, Pat, Aler e Amat). Così come ha già provveduto ad affidarsi alla professoressa Francesca Zajczyk, docente di sociologia urbana all’Università Bicocca, perché sviluppi le politiche per le pari opportunità per il Comune.
Sindaco delle tasse, invece, Pisapia lo è diventato suo malgrado: spalleggiato dall’assessore Bruno Tabacci, che nel giro di poco tempo si è dimostrato uomo forte della giunta e che ha subito preso in carico le difficili partite di A2A, Serravalle e Sea, Pisapia ha presentato in luglio il piano di rincari specificando che «se non intervenissimo così metteremmo a rischio i servizi ai cittadini». Per far quadrare i conti, dunque, Pisapia ha introdotto l’addizionale Irpef che i milanesi non avevano mai pagata, ha comunicato che introdurrà la tassa di soggiorno e ha aumentato il biglietto dell’Atm addirittura del 50 per cento: da 1 euro a 1,50 (graziando gli abbonamenti).
Alla voce tasse, anche se la motivazione in questo caso non è quella di fare cassa, quanto di rendere la città più vivibile, si inserisce anche l’annunciata revisione di ecopass, che dal primo gennaio dovrebbe diventare una congestion charge : chi entra nella Cerchia dei Bastioni paga, indipendentemente dal tipo di vettura che guida. Un modo per disincentivare l’uso dell’auto, ottenendo in cambio vantaggi per la mobilità e per la qualità dell’aria.
Sindaco del web, infine, perché la campagna elettorale cominciata attraverso un tam tam sui social network è proseguita con il potenziamento del sito del Comune di Milano, che ha registrato (lo hanno segnalato giusto ieri i collaboratori di Pisapia) negli ultimi tre mesi una serie record di accessi: il numero quotidiano invece di visitatori unici al portale è aumentato di oltre il 10 per cento, mentre sono cresciuti del 40% gli accessi all’area delle notizie (414mila in totale) mentre in alcune date «chiave» (come il giorno dell’insediamento di Pisapia) sono raddoppiati i visitatori (44mila contro una media giornaliera di 26mila).
In mezzo a tutto questo, Pisapia ha dimostrato la sua attenzione ai temi civili concedendo il primo patrocinio al gay pride e annunciando il registro delle unioni civili. Mentre sul fronte della città integrata, c’è stato l’incontro a Palazzo Marino con tutti i rappresentanti della comunità islamica e la partecipazione ufficiale (del vicesindaco Maria Grazia Guida) alla festa milanese di chiusura del Ramadan.
E se Pisapia ha imposto la rottura rispetto alle politiche della precedente giunta (ad esempio, è stato bloccato il Piano di Governo del Territorio e l’assessore Lucia De Cesaris sta riesaminando tutte le quasi 5 mila osservazioni dei cittadini), unico segnale di continuità ha riguardato Expo. Il sindaco si è presentato al Bie per assicurare la volontà di Milano di procedere con questo progetto e nelle prossime settimane arriverà in consiglio la delibera che ufficializza la partecipazione del Comune ad Arexpo, società costituita per acquistare i terreni che ospiteranno l’evento del 2015.
Altro principio cui il sindaco tiene molto è quello della trasparenza nelle nomine e qui si sta aprendo un’altra partita delicata: dopo la cacciata di tutti i dirigenti esterni della vecchia giunta Moratti, il dg Davide Corritore sta lavorando alla riorganizzazione della macchina puntando sul merito e valorizzando chi è già dipendente del Comune. Nel frattempo, sono stati chiesti segnali di discontinuità anche nella gestione delle aziende partecipate: Pisapia ha annunciato di voler cambiare i vertici di Atm togliendo Elio Catania dal suo doppio incarico di presidente e direttore generale. Ma finora Catania è rimasto al suo posto e ha organizzato, con l’assessore Pierfrancesco Maran, l’iniziativa dei bus di notte che dal 24 settembre vedremo in strada dalle 2 alle 6 di mattina. Già, Maran. Domani Pisapia sarà in consiglio comunale a fare il punto sul caso politico che ha visto coinvolto l’assessore ad Ambiente e Mobilità, chiamato indirettamente in causa da un sms nell’indagine che ha travolto il leader pd Filippo Penati. Ma questa è un’altra storia.
Elisabetta Soglio
