sabato, 14 novembre 2009 | Author: Francesca Zajczyk

Chi ha letto su La Stampa di ieri (giovedì 12 novembre) il reportage sugli “spacciatori d’aborto” nelle viscere di Milano, deve aver riletto due volte il nome della città pensando di essersi sbagliato. Eppure, come si scopre dall’inchiesta che porta alla luce uno scenario terribile, a Milano, e non in qualche lontana bidonville, nelle stazioni delle metropolitane si vendono pillole antiulcera (Cytotec) per provocare aborti clandestini, soprattutto tra le straniere, ma non soltanto tra loro. “La notizia riportata dalla Stampa evidenzia i nervi scoperti delle politiche per una  maternità libera e consapevole portate avanti in questa Regione – commentano la consigliera regionale del Pd Ardemia Oriani la consigliera del Pd Comune di Milano Francesca Zajckyk - , l’alta percentuale dei donne immigrate e la costante numerica di giovanissime (anche italiane) che ricorrono all’interruzione di gravidanza in Lombardia sta a significare che su questi due target c’è bisogno di interventi diretti di cui la Giunta regionale in questi anni non si è fatta carico, nonostante le nostre continue sollecitazioni. Servono programmi sistematici di educazione sessuale nelle scuole perché solo così si colma il vuoto informativo e si “fidelizzano” le nuove generazioni all’utilizzo dei consultori e una presenza di servizi di mediazione linguistica costante, non sporadica, nelle strutture sanitarie e consultoriali. E’ allarmante questo ritorno al ricorso all’aborto clandestino, una piaga che la 194 aveva quasi fatto scomparire, ma che, nella nostra “avanzata” Lombarda è tornato alla ribalta, a causa delle sue arretrate politiche antiabortiste, all’altissimo numero di medici obiettori, ai tempi di attesa troppo lunghi per effettuare gli interventi, al numero sempre crescente di consultori privati accreditati che stanno sostituendo progressivamente la rete pubblica e che di fatto sono esonerati dall’applicazione della 194.

Ma anche il Comune di Milano dovrebbe farsi parte attiva: un’ informazione/formazione costante, assidua, capillare è uno strumento necessario e indispensabile nei confronti delle immigrate, soprattutto se clandestine, ma anche delle giovanissime italiane ancora oggi ignare dei rischi cui vanno incontro e, purtroppo, ancora troppo timorose di affrontare questi temi in famiglia”.

Categorie: Donne