Non sono medici. Non curano alcuna malattia. Non aiutano la vita. Non sono amichevoli nei confronti delle donne.
Dispensano veleni, lasciando le donne sole e inducendole a una sofferenza fisica e psichica prolungata e domestica.
Per queste ragioni etiche siamo contrari al loro appello e alla sua diffusione in Italia, anche perché incompatibile con le norme della legge 194/1978. E pensiamo che occorra fare di tutto, ciascuno nelle forme (im)pertinenti il proprio ruolo, per impedirlo
Archive del ◊ 2008 ◊
Sorprende l’interpretazione intimista del sindaco Moratti all’esplicita richiesta del cardinale Tettamanzi. Il cardinale nel suo “Discorso alla città” invita chiaramente l’amministrazione pubblica ad applicarsi perchési trovino luoghi di preghiera per coloro che professano religioni diversedalla cristiana, in particolari i musulmani. Il sindaco Moratti minimizza,raccoglie l’appello come un’esortazione a cercare i luoghi di culto primadi tutto dentro di sé. Come non fossero, questi luoghi, anche spazi di socialità e di identificazione della propria comunità.Colpisce, inoltre, che questo accada nello stesso giorno in cui il Governo si affretta a rassicurare calorosamente la Cei: i ventilati tagli ai finanziamenti pubblici alle scuole cattoliche non si faranno. E’ compito delle finanze dello Stato garantire che ci siano luoghi dove poter educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose.Ma, ci si chiede a questo punto, perché non incoraggiare anche le famiglie cattoliche a trovare questi luoghi principalmente dentro sé stesse?
Sant'Ambrogio, 2008
Ma è un sogno – un brutto sogno – quello che sta succedendo oggi sotto i nostri occhi? E’ possibile che in Italia, a Roma, a Milano succedano cose impensabili fino a pochissimo tempo fa senza che nessuno alzi una voce, quantomeno esprima “forte preoccupazione”? Qualche lamento gira sulla rete; ma sono lamenti che non riescono a trasformarsi in “voce pubblica”.
I fatti: Intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura di Polizia) questa mattina, 6 giugno all’alba delle 5.00 presso il campo comunale di via Impastato a Milano.
Si tratta di un campo regolare, i cui abitanti – in Italia e a Milano dal 1943 provenienti dalla Slovenia – risultano all’anagrafe del Comune in quanto residenti a Milano. Quindi, si tratta di CITTADINI ITALIANI; non solo: tra i cittadini italiani del campo c’è anche chi ha patito la persecuzione nazifascista con l’internamento in campo concentrazione e chi ha meritato la medaglia d’oro al valore civile.
Tralasciando di commentare il metodo: alle 500 del mattino, cogliendo nel sonno bambini, anziani, come pericolosi criminali di cui si deve impedire la fuga, ciò che più inquieta è che queste persone (e sottolineo il termine) vengono schedati in quanto appartenenti ad un gruppo etnico.
Qualche sera fa Massimo Cacciari – a proposito della vicenda per certi versi analoga che si sta verificando a Venezia nei confronti di un gruppo di cittadini italiani sinti residenti nel nostro paese da più di dieci anni – richiamava l’attenzione con grande preoccupazione su quanto possa essere pericolosa questa strada che richiama fatti (e nessuno-nessuno può negare fatti di storia) accaduti purtroppo non molti decenni orsono.
“RICORDARE PER NON DIMENTICARE” scrive Giorgio Bezzecchi
Sono passati sessant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista “La difesa della razza”di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di “internamento degli zingari italiani”in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41)
Per non dimenticare, ma anche per sapere che, legittimando queste procedure diventa difficile prevederne il processo:
Tutto in nome della sicurezza. Il tema della sicurezza oggi “impone” la paura di schierarsi e quindi il silenzio. Ma in nome della sicurezza non si possono ledere i diritti dei cittadini, di cittadini italiani regolarmente iscritti all’anagrafe della nostra città, che lavorano e mandano i bambini a scuola, come altri cittadini italiani (anche se non tutti….ricordate la questione della dispersione scolastica?), ma con il grave peccato originale di essere etnicamente diversi.
Brividi….Dobbiamo avere il coraggio di rifiutare questo opportunismo del discorso pubblico, dobbiamo contribuire a far conoscere una realtà assolutamente sconosciuta relativa ad una popolazione di 130-150000 mila persone, di cui circa il 50% ha la cittadianza italiana con una quota ampiamente sotto il 10% che pratica ancora qualche forma di nomadismo.
Come si fa a parlare di bullismo, di educazione dei piccoli e dei giovani alla convivenza, alla solidarietà? Apriamo gli occhi e la bocca
Ciao a tutti, questo volume riprende alcuni risultati di un progetto europeo (Pariteia Equal opportunities and citizenship, in partenariato con Cdie-Centro di iniziativa europea e coinvolgente le città di Bologna, Milano, Napoli; Bruxelles, Madrid, Riga, Utrecht, Varsavia) e di un programma di ricerca nazionale (Sfide, rischi, opportunità del mondo flessibile. Uno studio sugli stili relazionali delle giovani coppie , in network con le università di Roma, Napoli, Torino e Catania). Penso che il tema dei cambiamenti dei giovani uomini sia molto interessante.
Recentemente, in Italia e in Europa, si è molto discusso sui mutamenti delle relazioni genitoriali e, in particolare, sulle nuove paternità. Se, da un lato, la crescente presenza delle donne nel mondo del lavoro ha portato sempre più uomini a riscoprire l’importanza del rapporto con i figli, permane dall’altro un differente approccio, maschile e femminile, nell’adempimento del compito di genitore. Laddove la maternità assorbe la donna totalmente, la paternità sembra non implicare un ridisegnarsi delle priorità nel contesto familiare.
Ma come interpretare allora gli elementi di novità che si profilano in maniera sempre più evidente nei «nuovi padri»? Come vivono il proprio ruolo? Come gestiscono il tempo e le nuove responsabilità?
Indubbiamente, i cambiamenti che investono l’identità maschile rappresentano un importante punto di partenza nel ridurre le asimmetrie di genere – in questo senso, il volume riflette anche sull’importanza delle politiche dei congedi parentali – per raggiungere un maggior equilibrio nella difficile sfida di essere padri (e madri) nella società di oggi.
F. Zajczyk e E. Ruspini (2008), INuovi padri? Mutamenti della paternità in Italia e in Europa, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano. Prezzo: € 17

Ritmi urbani e qualità della vita: le nuove sfide al governo delle città
Milano, Sala Conferenze (Palazzo Reale)
Lunedì, 12 maggio 2008
Ore 9.00-17.00
Il convegno rappresenta un’occasione di confronto tra amministratori, operatori e studiosi sul tema degli scenari e dei nuovi ritmi spazio-temporali della città contemporanea.
Propone un percorso di riflessione attraverso tre sessioni di lavoro; la prima dedicata alla lettura degli scenari spazio-temporali della città contemporanea, la seconda all’identificazione delle nuove domande poste dalle popolazioni urbane e l’ultima al confronto sul tema tra i rappresentanti di alcune città italiane grandi e medie.
E’ promosso dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico e da Perimetro_Lab (Laboratorio Periferie Metropolitane) del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano Bicocca con la collaborazione della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano.
Programma
9.00 Registrazione
Saluti di benvenuto
Manfredi Palmeri – Presidente del Consiglio Comunale di Milano
Marilena Adamo – Consigliera Comunale di Milano – Partito Democratico
Relazione introduttiva
Spazio e tempo nella città contemporanea: città grandi e medie a confronto
(Francesca Zajczyk – Università di Milano Bicocca)
Prima sessione – Gli scenari spazio-temporali della città contemporanea
Spazio e tempo nel sistema urbano lombardo (Sandra Bonfiglioli – Politecnico di Milano)
Il tempo e l’invasività del lavoro (Susanna Camusso – Segretaria C.G.I.L Lombardia)
Il tempo come variabile economica nella vita delle imprese (Marco Accornero – Camera di Commercio di Milano)
Seconda sessione – Le nuove domande delle popolazioni urbane
Muoversi verso e nella città (Giampaolo Nuvolati – Università di Milano Bicocca)
Abitare la città e accedere ai suoi servizi (Matteo Colleoni – Università di Milano Bicocca)
Partecipare al governo dei tempi e degli spazi urbani (Silvia Mugnano – Università di Milano Bicocca)
Conclusioni
Pia Locatelli – Parlamentare europea gruppo PSE, presidente dell’Internazionale Socialista Donne
14.00 Terza sessione – Le nuove sfide al governo delle città. Assessori/e di città grandi e medie a confronto
Coordina David Parenzo – Telelombardia
Edoardo Croci – Comune di Milano
Elisabetta Gambardella – Comune di Napoli
Daniela Lastri – Comune di Firenze
Marta Levi – Comune di Torino
Giuseppina Balzamo – Comune di Pavia
Maddalena Cattaneo – Comune di Bergamo
Maria Chiara Pasquali – Comune di Bolzano
Caterina Ruggeri – Comune di Cremona
Anna Veronelli – Comune di Como
